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Giornate di ordinaria Follia

S.Valentino. Tipica festa degli innamorati, ove piccioncini dal cuor tenero e malleabile si scambiano effusioni e regali spesso pagati più del normale per via del consumismo di massa che spopola. Eppure a volte codesta festa può anche essere motivo di Follia.. E in qualche caso più raro (che per nostra fortuna non si è verificato) può essere motivo di morte.
Proprio così, perchè se la scelta di 4 amici per festeggiare è quella di sedersi in un locale definito “Pub” e di ordinare quel tipico ingrediente che attira la morte (L’Alcol) è tanto facile che la Follia esca fuori e imperversi come conduttrice di un gioco pericoloso…
Così i nostri impavidi eroi dopo essersi scolati quella gli esperti definiscono “Na boccia de Prosecco” di gradazione alcolica 15vol% e successivamente, non contenti dei 5 bicchieri a testa, un bicchiere di vodka e fragola di 45vol% hanno deciso di tuffarsi nelle meravigliose emozioni notturne.
La follia che era già intorno a loro li ha presi per braccio e guidati verso un destino beffardo. I 4 infatti lasciando alla guida l’intrepido Fiocco (che non sapeva più neanche il suo nome) e permettendo a Granelli di mettere nel lettore cd la tipica musica dei tossici definita dagli scienziati col termine “House Music” hanno generato una miscela esplosiva.
Risultato? Debolezza tentando di dare il suo regalo di S.Valentino a Sonno (Ovvero un bacio, ma non quelli perugina) provocò dei movimenti ondulatori del volante, cosa che gli esperti di Quattroruote sconsigliano di fare sul “Lungomare Paolo Toscanelli” in quanto ciò potrebbe provocare urti alla vettura. Non contento di ciò Debolezza non mollava la presa finchè Sonno, ormai sfinito, non controllò più il volante mandano la “Focus” (Term. vedi “Focus”) verso la sicura infrociata (Term. vedi “Infrociata”) contro la vetrata di uno stabilimento balneare.
La sorte volle salvare la povera macchina dall’ennesimo danno provocato da giovani mentecatti, e per fortuna nulla accadde alla vettura nè ai suoi inquilini.
La morale?
San Valentino la festa di qualche cretino, che invece di essere amato finisce ubriaco.

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Giornate di Ordinaria Follia.

Sembrava un pomeriggio qualunque, anzi un pomeriggio qualunque presso “La Folie”, nota discoteca pomeridiana gestita da Fame e Sonno. Ebbene nel privè del suddetto locale (In cui il signor Fame e il signor Sonno si atteggiavano da grandi “Papponi”) vi era una ragazza di nome Cecilia, una cara fanciulla di cui Ciccio ne voleva approfondire le anatomie più recondite.. Eppure nel bel mentre dello splendido pomeriggio (In cui peraltro vi era sovraggiunta una folla non trascurabile) un tipico “Bulletto di Palocco” si avvicinò con fare irrisorio e arrogante nel nostro privè e cominciò ad abbracciare Cecilia giustificando il suo gesto con l’esclamazione “Oh questo è l’ammore mio non me lo dovete toccà”. All’udire cotali parole me medesimo estrassi dalla tasca del jeans un (per me) insignificante pezzetto di carta con su scritta la frase “Consumazione”, e con fare sprezzante lo lanciai verso il “Bulletto di Palocco” aggiungendo la frase “Vattè a prende na Coca Cola e levate dalle palle”. Codesta frase provocò in questa circostanza non poca reazione da parte del citato Bulletto, il quale subito tentò di scatenare la rissa nel locale, ma noncurante di cotanta arroganza continuai per la mia strada aggiungendo “Facci mettere il Ghiaccio..”
Il povero “Bulletto di Palocco” amareggiato da tanta superiorità tornò a girare per locale in cerca di qualcuno che rispondesse alle sue provocazioni…

W Il potere

Giornate di ordinaria Follia.
Sembrava procedere tutto per il meglio in quel viaggio. Nessun intoppo, risate a non finire, insomma una tipica esperienza di camposcuola come tante persone hanno effettuato nella loro vita. Normale fino a quella sera, quando l’intrepido Fame e gli angusti Mastro e Pinguz si ritrovarono CASUALMENTE in una zona di Londra chiamata Soho (term. vedi “Soho”) anche diversamente conosciuta come “Quartiere a luci rosse”. Pensando si trattasse solo di una parte di Londra con tanti semafori, all’intrepida terna si presentò la seguente offerta “hey you guy wanna see nude girl for five pounds?” allorchè non sapendo bene di cosa si trattasse i tre desidorosi di espandere la loro “Cultura” si avviarono verso la rampa di scale che li condusse in un seminterrato dove della musica da discoteca riempiva l’aria di una bella atmosfera gioiosa. Sedendosi ad un tavolo videro un folto gruppo di cinesi intenti a brindare, e poco più in là una “Bella Gnoccona” che agitava il suo corpo in chissà quale rito misterioso mostrando stranamente i suoi organi riproduttivi ai commensali orientali. Incuriositi ma contenti di quella gita serale ordinarono una Coca Cola ignari del meschino destino che li attendeva.
Un gorilla di 4 metri (Che poi seppero essere donna) si avvicinò a loro intimidandoli a pagare un conto salatissimo esclamando frasi simpatiche del tipo “I kick your ass… I kill you” e infilando una mano nel portafoglio di Mastro gli portò via la bellezza di 35 Pounds. Il signor Fame ormai pallido come la neve non riuscì neanche a finire la Coca ordinata, per paura di essere sodomizzato dal gorilla. I tre allora senza riuscire a proferire parola si fiondarono fuori dal locale stando bene attenti ai “Buttafuori” londinesi che mal facevano intendere.
Che dire di più se non c’est la vie? Beh a volte ti fà sfogare di più un bel porc……. e infatti i tre dopo a trafalgar square ne spararono un bel po’…

La signora che gestiva il locale e i buttafuori
Gorilla 1 Gorilla 2

Con immenso onore vengono assegnati i diplomi 2006/2007 della University of Baretto di Scuola.
La commissione commossa ringrazia i suoi studenti più talentuosi che si sono impegnati e hanno dimostrato
fedeltà e attaccamento all’università, diplomandosi con il massimo dei voti.

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ciccio matteo

Schema dell’incidente di Sonno durante la sua corsa clandestina
schema

Giornate di ordinaria Follia.

A volte succede. Ed è successo. Quel giorno in cui ci avviavamo verso la fine della carriera scolastica (il nostro ultimo anno di scuola era quasi al termine) successe un fatto che a dirla tutta ancora oggi potrebbe far rabbrividire. Il signor Debolezza, noncurante della possibilità di essere “sospeso a vita” dal liceo “Democrito” (term. vedi “Democrito”) quella mattina si accinse ad inserire nella cartella scolastica, oltre ai vari fumetti di captain tsubasa (più conosciuto in occidente con il nome di Holly e Benji) e le diverse riviste antiscolastiche quali Psm, un contenitore della famosa ditta Tapperweir da cucina, con al suo interno una frittata di uova e una manciata di zucchine cucinate dal signor Debolezza la stessa mattina. Oltre a questo inserimento poco consono per uno “Studente Modello” (term. vedi “Studente modello”) il signor Debolezza decise di completare l’opera inserendo un piatto da portata, una forchetta, un coltello, un tovagliolo di stoffa e dulcis in fundo una tovaglietta da Pic-nic.
Non contento della già stravagante scelta, ritenne opportuno apparacchiere il suo banco scolastico durante la lezione di Italiano con i suddetti utensili, generando le folli risate di persone del calibro di Fame, Sonno o di Pasticca, mentre il fido Grillo documentava tutto con il suo “Videofonino” (term. vedi “Videofonino”).
Dopo circa 30 minuti di spiegazione la Professoressa, incuriosita dalla strana attenzione che regnava (cosa che raramente durante le sue spiegazioni accadeva) nella classe, e soprattutto incuriosita dalle risate di Pasticca, si diresse a passo duro verso il banco di Debolezza, il quale non fù abbastanza reattivo da nascondere il banchetto nuziale.
Ora, voi crederete che una qualunque professoressa sana di mente avrebbe Espulso dalla scuola il signor Debolezza, ma come si sà il destino è talvolta benevolo e, incredibile ma vero, il signor Debolezza giustificandosi con l’esclamazione “era per giocare” non ricevette niente di più di un semplice richiamo Verbale.
Secondo voi è più pazzo Debolezza o la Professoressa? Ai posteri l’ardua sentenza…

Le testimonianza dell’accaduto:
frittata1 frittata2 frittata3

Giornate di ordinaria follia

Un giorno qualunque.. Anzi per essere esatti il 25/11/2003. Per qualcuno era la giornata di interrogazione in Filosofia con la Vegni. Ma per me medesimo e il signor Fame era un giorno di “Assenza scolastica non giustificabile” o nel linguaggio moderno “Sega” (term. vedi “Sega”). Durante quella mattinata poco produttivita per la società italiana i soggetti suddetti ebbero la meravigliosa idea di effettuare delle “CORSE CLANDESTINE” ovvero una sorta di Gran Prix amatoriale realizzato su strada comunale (il che rende la cosa illegale, ma questo è un punto non analizzato). Ebbene la strada utilizzata fu quella della finanza, ovvero circa 700 metri di puro asfalto levigato molto raro da trovare in quartieri come l’infernetto (term. vedi “Infernetto”). Si stima che durante la gara effettuata su due motorini di marca Aprilia, modello Scarabeo la velocità media sia stata di 67 km/h, una velocità molto elevata se si considera la velocità massima consentita dallo stato per i 50cc (45 Km/h). Durante il secondo giro il signor Fame con i suoi 90 Kg di massa sopra un motorino con scarichi ufficiali Dragster si è inserito su una strada a senso unico di circolazione giustificando la sua scelta con la frase “te volevo superà ad ogni costo”. Fin quì nulla di eccezionalmente tragico, se non fosse che dalla strada presa contromano giungeva ivi una Jeep dei Carabinieri (noto corpo di difesa nazionale), occupando tutta la carreggiata, e costringendo il suddetto signor fame ad una manovra molto pericolosa. Non contenti di quanto accaduto e non essendosi diretti in chiesa (term. vedi “Chiesa”) ad accendere un cero alla Madonna i due giovani continuarono imperterriti la loro gara. Ma il destino beffardo tirò loro un brutto scherzo. Il signor me medesimo esclamò con gioa e gaudio la frase “Oddio che ride la rifarei mille volte” ma non appena ebbe concluso l’esclamazione euforica si ritrovò ad attraversare un sottile strato ghiaioso che provocò la rotazione improvvisa del suo strumento da corsa (lo scarabeo) con un conseguente disarcionamento dal medesimo e la caduta rovinosa sull’asfalto duro e tagliente. Il signor Fame, ignaro della possibilità dell’amico di essersi fatto veramente male, non accorse immediatamente (da buon amico) a prestare soccorso al ferito, bensì si lanciò in un urlo di risa chiassose e offensive sbeffeggiando il pilota avversario ormai privo di sensi.

Danni riportati: gravi contusioni e lesioni su diverse parti del corpo.

Danni meccanici: motorino graffiato e parabrezza da buttare.

Gli scarichi del motorino di Fame marmitta

Eccoci al primo esempio di quello che io intendo per Giornate di ordinaria Follia…
Capodanno 2004/2005, ospiti a casa del dottor Fincus nel suo chalet di Ovindoli, nota meta turistica invernale, famosa soprattutto per la cordialità di chi è intenzionato ad acquistare Skipass ad un prezzo vantaggiosissimo (unica pecca è che in alcuni casi se venduto alla persona sbagliata potrebbe non tornare un congruo scambio monetario). Ebbene durante il nostro soggiorno in questa calda ed accoglionte casetta me medesimo e il signor Fame, nell’ultima notte di soggiorno non contenti dei già diversi danni procurati in quel posto che prima di noi era tacito e tranquillo abbiamo ben pensato di terminare l’opera accendendo gli ultimi due fischiabotti (term. vedi “Fischiabotto”) della riserva nel corridoio interno dell’hotel. Essendo notte fonda, alle parole “Non t’aregge” (term. vedi “Non t’aregge”) il signor me medesimo si è recato in corridoio e noncurante della possibilità di provocare un incendio di dimensioni colossali ha sfregato il suo pollice destro contro la rotella di accensione di un tipico “Bic” causando l’immediata partenza del suddetto fuoco artificiale. Le conseguenze? Il corridoio era tutta nebbia, peggio di SanSiro durante il derby. Ovviamente il signor Fame dopo la noncuranza di me medesimo si è velocemente agguantato l’altro fischiabotto rimasto e per la seconda volta ha dato vita alla nebbia interna. Che dire? A voi i commenti.